Nuova edizione - N° 353 del 22 giugno 2020
L'energia della comunicazione pubblica

In preparazione del trentennale della nostra Associazione, l'11 giugno scorso abbiamo organizzato un confronto, inevitabilmente on line, al quale hanno partecipato docenti universitari, dirigenti e funzionari pubblici e chi, da molti anni, tratta la materia.

Un'occasione di confronto, che abbiamo registrato e messo a disposizione per intero a tutti nel nostro canale Youtube, ma che vorremmo raccontarvi, per condividere alcuni spunti, alcune riflessioni che possano generare un dibattito positivo e costruttivo tra chi opera nell'ambito della comunicazione pubblica e abbia a cuore i principi fondamentali e culturali necessari per la ridefinizione delle forme di dialogo tra PA e cittadini, in una società ipercomplessa.

Un'occasione per ribadire che la comunicazione pubblica è, per sua natura, dinamica e quindi deve adeguarsi ai tempi, deve tenere conto dei nuovi strumenti con i quali la PA entra in relazione con i cittadini. Ciò non vuol dire, però, che debba essere necessariamente ripensata fin dalle radici.

"La 150 continua a mantenere una sua grande validità – ha detto il presidente Pier Virgilio Dastoli – e ha fissato l'importanza strategica della comunicazione pubblica, ha definito le regole fondamentali per una sua gestione efficace e ha individuato i suoi ambiti di applicazione, dando una legittimazione professionale agli operatori dell'informazione".

Dastoli si è soffermato anche sull'attualità della legge quadro della comunicazione pubblica. "Non è la legge che è inadeguata rispetto alla pubblica amministrazione – ha detto – ma è la PA che è inadeguata rispetto agli obiettivi della comunicazione pubblica. C'è quindi un tema più ampio che va ben al di là e che riguarda l'aggiornamento e l'ammodernamento della funzione pubblica in Italia, non solo dal punto di vista della digitalizzazione (una delle sfide di fronte alle quali l'Italia si trova, anche per poter utilizzare i fondi europei). Deve essere in grado di adeguarsi alle novità che riguardano non solo l'emergenza sanitaria, ma anche l'influenza, non sempre positiva, dei social media e dell'eccesso d'informazione (rischio dell'infodemia, come influenza negativa e deleteria dei social media)".

Riprendendo il valore dialogico della comunicazione pubblica, Pier Virgilio Dastoli si è soffermato sul tema dei diritti esercitati attraverso i social, qui quali non possono essere coinvolti solo gli esperti e i professionisti, ma anche, e forse soprattutto, i fruitori. "È per questa ragione che abbiamo proposto di organizzare un forum della comunicazione pubblica. Ed è uno degli obiettivi sui quali lavoreremo. Una sfida di fronte alla quale si troverà a operare il Parlamento", che non comincerà da zero, ma dovrà tenere presente quanto fatto (e non fatto) in applicazione della 150 del 2000.  

CT




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