L'energia della comunicazione pubblica
In preparazione del trentennale della nostra Associazione, l'11 giugno scorso abbiamo organizzato un confronto, inevitabilmente on line, al quale hanno partecipato docenti universitari, dirigenti e funzionari pubblici e chi, da molti anni, tratta la materia.
Un'occasione di confronto, che abbiamo registrato e messo a disposizione per intero a tutti nel nostro canale Youtube, ma che vorremmo raccontarvi, per condividere alcuni spunti, alcune riflessioni che possano generare un dibattito positivo e costruttivo tra chi opera nell'ambito della comunicazione pubblica e abbia a cuore i principi fondamentali e culturali necessari per la ridefinizione delle forme di dialogo tra PA e cittadini, in una società ipercomplessa.
Un'occasione per ribadire che la comunicazione pubblica è, per sua natura, dinamica e quindi deve adeguarsi ai tempi, deve tenere conto dei nuovi strumenti con i quali la PA entra in relazione con i cittadini. Ciò non vuol dire, però, che debba essere necessariamente ripensata fin dalle radici.
"La 150 continua a mantenere una sua grande validità – ha detto il presidente Pier Virgilio Dastoli – e ha fissato l'importanza strategica della comunicazione pubblica, ha definito le regole fondamentali per una sua gestione efficace e ha individuato i suoi ambiti di applicazione, dando una legittimazione professionale agli operatori dell'informazione".
Dastoli si è soffermato anche sull'attualità della legge quadro della comunicazione pubblica. "Non è la legge che è inadeguata rispetto alla pubblica amministrazione – ha detto – ma è la PA che è inadeguata rispetto agli obiettivi della comunicazione pubblica. C'è quindi un tema più ampio che va ben al di là e che riguarda l'aggiornamento e l'ammodernamento della funzione pubblica in Italia, non solo dal punto di vista della digitalizzazione (una delle sfide di fronte alle quali l'Italia si trova, anche per poter utilizzare i fondi europei). Deve essere in grado di adeguarsi alle novità che riguardano non solo l'emergenza sanitaria, ma anche l'influenza, non sempre positiva, dei social media e dell'eccesso d'informazione (rischio dell'infodemia, come influenza negativa e deleteria dei social media)".
Riprendendo il valore dialogico della comunicazione pubblica, Pier Virgilio Dastoli si è soffermato sul tema dei diritti esercitati attraverso i social, qui quali non possono essere coinvolti solo gli esperti e i professionisti, ma anche, e forse soprattutto, i fruitori. "È per questa ragione che abbiamo proposto di organizzare un forum della comunicazione pubblica. Ed è uno degli obiettivi sui quali lavoreremo. Una sfida di fronte alla quale si troverà a operare il Parlamento", che non comincerà da zero, ma dovrà tenere presente quanto fatto (e non fatto) in applicazione della 150 del 2000.
CT
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