Nuova edizione - N° 314 del 9 settembre 2019
Situazioni di crisi e cultura della comunicazione

Sulla comunicazione in situazione di crisi tutti gli attori interessati dicono, a posteriori, che è necessario imparare a comunicare meglio.

Fra gli ultimi in ordine di tempo il Centro della Protezione Civile dove vengono emanati i bollettini di allerta meteo nelle Regioni, che in una intervista sui fenomeni estremi del meteo, dice testualmente "… migliorare sempre più le previsioni con l'aiuto della ricerca scientifica, poi imparare a comunicarle meglio e più rapidamente. …" .

Ma allora, vien da domandarsi, perché il tema "comunicazione in emergenza" o "crisis communication" o "comunicare in stato di crisi" non desta così ampio interesse all'interno del sistema della Pubblica Amministrazione, visto che è direttamente e univocamente soggetto coinvolto responsabile della comunicazione e dell'informazione dei fenomeni?

Non ci sono risposte logiche. La comunicazione è una disciplina che deve essere organizzata e realizzata da professionisti della comunicazione. E "Compubblica" questo lo sa bene e lo ripete con determinazione continuamente. Non crediamo lo sappiano, invece, i vertici delle Amministrazioni, sia amministratori che dirigenti, perché mancano di quella cultura della comunicazione pubblica che fa di una Amministrazione un luogo di servizio, con al centro il benessere del cittadino e una organizzazione moderna, concreta e disponibile.

 

 




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